Le Caldanelle

Le Caldanele - Associazione Archeologica Odysseus

Le terme medievali delle Caldanelle

I resti dell’abitato delle Caldanelle si trovano lungo il limite settentrionale della Maremma Toscana, nei pressi della riserva naturalistica del fiume Farma, a poche centinaia di metri dalle antiche terme di Petriolo; entrambe le stazioni termali sono uno dei simboli del grande sviluppo che vide il termalismo a partire dal basso medioevo, quando medici e studiosi iniziarono ad indagare sui numerosi effetti benefici che queste acque donavano ai loro bagnanti. La sorgente delle Caldanelle sgorga ancora oggi ad una temperatura di circa 38 °C, con caratteristiche chimico-fisiche differenti dalla vicina Petriolo, un valore aggiunto di questo sistema termale, poiché ampliava l’offerta terapeutica disponibile: nei testi antichi, infatti, si legge che alcuni medici del XV secolo consigliavano ai loro avventori un percorso di cura ben preciso, fatto  da soste alternate nelle acque delle due strutture. 

Il sito archeologico occupa una sorta di pianoro delimitato dalla confluenza del torrente omonimo delle Caldanelle (foto 1) con quello delle Pietre Rosse, così chiamato per l’affioramento in alcuni suoi punti di diaspro rosso (foto 2). Il luogo è raggiungibile con una camminata di circa 30 minuti lungo un sentiero nella boscaglia, detto “dell’Impietrata” che ripercorre per buona parte, la stessa strada che in passato collegava Pari al complesso termale e dove, ancora oggi, sono visibili i solchi lasciati dal passaggio dei carri. 

Affioramenti diaspro rosso
Foto 2: Affioramenti di diaspro rosso

I ruderi furono individuati nel 2002, durante una ricognizione per il completamento della Carta Archeologica della provincia di Grosseto. Dal greto del torrente, al di sopra della polla, è visibile la porzione ovest della cinta muraria (foto 3), la quale racchiude un’area di circa 500 mq; nonostante la presenza di possenti crolli (foto 4) si possono, tuttavia, intravedere i limiti di molti ambienti (foto Planimetria Caldanelle), disposti lungo tre assi orientate Nord-Sud e posti a quote differenti.

Planimetria Caldanelle

La natura delle Caldanelle ha un fascino tutto particolare, fatto di massi, vapori, pozze, cascatelle  e  radici contorte, un incanto che sa di passato, incanto che viene brutalmente spezzato proprio nei pressi della sorgente, dove è il cemento a prevalere. Negli anni 70, l’opera per lo sfruttamento di queste acque (foto 5) ha devastato una porzione del letto e dell’alveo del fiume, uno scempio che ha cancellato per sempre le vasche naturali dove, probabilmente, si bagnavano gli avventori nel medioevo e dove fino a qualche decennio fa si realizzava la macerazione della ginestra per farne materiale tessile. 

Dallo studio delle fonti scritte, in cui si citano le vicende delle Caldanelle, si delinea un abitato circondato da mura erette a difesa dei bagnanti, almeno una locanda, ambienti di servizio, delle vasche di balneazione probabilmente coperte e forse un edificio religioso. Tutto ciò viene massivamente promosso dal Comune di Siena che a partire dal XIII, fino al XVI secolo, investirà molte risorse nei luoghi termali del suo territorio; un impegno questo che deve essere letto anche in chiave politica: nella fattispecie, il complesso termale del fiume Farma, oltre a luogo di cura, divenne un importante avamposto sul territorio maremmano e un luogo neutrale, lontano dai centri di potere, dove ricche e nobili famiglie ed alte cariche ecclesiastiche , potevano soggiornare ed incontrarsi per concludere affari e creare legami di ogni sorta.

Lo scavo

Panoramica scavo Caldanelle
Foto 6: Panoramica scavo Caldanelle

La prima campagna di scavo è stata intrapresa nel 2018, incoraggiati anche dall’opera di rivalutazione intrapresa nell’area termale di Petriolo, con lo scopo di indagare le forme di utilizzo in chiave terapeutica e ricreativa di questa particolare risorsa ed i legami socio-economici connessi alla mobilità di uomini, cose e animali, andando a creare un modello insediativo termale che risulta, per adesso, essere l’unico a livello nazionale. Le tre campagne di scavo (foto 6) eseguite sino ad oggi, interessano un ottavo dell’intera superficie del sito ed hanno restituito risultati davvero inattesi. Dall’incrocio e dalla rielaborazione dei dati archeologici con quelli storici è stato possibile ricostruire alcune tessere della lunga storia dell’abitato.

  • 1331 Donosdeo Malavolti erige le mura difensive: Il Vescovo di Siena appartenente alla famiglia dei Malvolti è proprietario di Caldanelle e chiede alla Città di Siena il permesso di costruire delle mura, intorno all’abitato esistente, per la difesa dei bagnanti. Un episodio molto rilevante, infatti Caldanelle risulta essere il primo sito termale medievale cinto da mura nel territorio toscano. Petriolo lo eguaglierà soltanto nei primi anni del 1400. La porzione di cinta riportata alla luce durante lo scavo è contraddistinta dalla presenza di un ingresso con ancora inseriti nella muratura sei cardini in ferro (foto 7).
  • XV secolo Modifica della disposizione interna degli ambienti e costruzione di nuove strutture: Il XV secolo per Caldanelle significa cambiamento: numerose opere edilizie stravolgono l’assetto della porzione indagata. Per cause ancora da scoprire, ad un certo punto, si decide di riportare negli ambienti centrali, la stessa quota del piano di calpestio di quelli ad Est, costruiti al di sopra di uno sperone roccioso. La differenza di altezza tra le due porzioni è considerevole, si tratta di circa 3 metri, che furono riempiti con terra e pietre posizionati da entrambi i lati della cinta, per obliterare anche la porta di accesso. Dopo l’interro è stato necessario aprire una nuovo ingresso nella cinta, questa volta posto al di sopra della roccia, poco lontano da quello più antico. 
  • In un secondo momento, sopra il tamponamento esterno alle mura, addossata ad esse e precisamente davanti all’antica porta, viene eretta una struttura, difficilmente interpretabile oggi, a pianta quadrangolare; di poco successivo è il pilastro eretto poco distante da questa e la pavimentazione in mattoni cotti posata nella porzione antistante all’ingresso. (foto 8).
  • Fine XV secolo. Abbandono delle strutture esterne alla cinta: Le due strutture esterne alla cinta vengono defunzionalizzate e rasate, successivamente ricoperte da un nuovo strato di livellamento, trattenuto da un muro di contenimento costruito con orientamento Nord-Sud, direttamente al di sopra della struttura quadrangolare appresso alla cinta muraria.  
  • P.m. XVI secolo. Pandolfo Petrucci: Da un documento storico si apprende che Caldanelle negli ultimi anni del XV secolo viene acquistato dal signore di Siena Pandolfo Petrucci, ed è forse da legare a questo avvenimento, la costruzione di una sorta di porticato (foto 9) posto nella zona prospiciente la porta di entrata, che verrà completato da una panca in muratura. Nello spazio antistante la panca, verrà acceso, per un periodo non definibile, un grande focolare, al cui interno sono stati rinvenuti numerosi frammenti di  ceramica, resti di pasto e una moneta.
  • S.m. XVI secolo Cambio di destinazione o di proprietario: Dalla metà del XVI, si osserva una situazione di degrado, riconducibile forse alla situazione di declino attraversata della città di Siena o ad un poco fortunato avvicendamento nella proprietà. Troviamo numerosi e spartani interventi di restauro posti a tamponare i primi cedimenti delle strutture, e successivamente i crolli dei solai e dei tetti.
  • XVIII secolo Pastori transumanti: Al di sopra degli ultimi crolli, sono state rinvenute labili tracce riconducibili a delle frequentazioni sporadiche, forse attribuibili alla sosta di pastori transumanti, che frequentavano spesso i luoghi termali per la cura del loro bestiame.

Concessione di ricerche e scavi archeologici, decreto del Direttore Generale rep. 14628-P del 27/05/2019. Ministero della Cultura – Direzione Generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.


Bibliografia
  • Bellotti et alii. 2020, L’albergo delle Caldanelle di Petriolo tra XIV e XVIII secolo. Contributo all’archeologia del termalismo nell’area senese. In Facta, a journal of late roman, medieval and post-medieval material culture studies 12.2018, Pisa, Roma pp. 11-50
  • Boisseuil D. 2002, Le thermalisme en Toscane à la fin du Moyen Âge. Les bains siennois de la fin du XIIIe siècle au début du XVIe siècle, Roma
  • Boisseuil D., Moulinier L., Nicoud M., 2012, Il De balneis di Francesco da Siena. Uno sguardo sul termalismo italiano all’inizio del Quattrocento In Die Renaissence der Heilquellem in Italien und Europa von 1200 bis 1600, pp. 129-144.
  • Farinelli R. 2000, Interventi costruttivi e ridefinizioni funzionali della rocca di Montemassi (secc. XI-XVIII), in Parenti R., Guideri S. (a cura di), Archeologia a Montemassi. Un castello fra storia e storia dell’arte, Firenze, pp. 39-120. 
  • Farinelli R. 2007, I castelli nella Toscana delle città ‘deboli’. Dinamiche del popolamento e del potere rurale nella Toscana meridionale (secoli VII-XIV), Firenze 
  • Galiberti A., Ronchitelli A. 1979, Industria litica di tipo paleolitico superiore arcaico rinvenuta presso il Fosso delle Caldanelle (Grosseto), «Rassegna di Archeologia», I, pp. 17-42.
  • Marcocci A. 2016, Contributo alla Carta Archeologica del comune di Civitella Paganico, tesi di laurea, Università di Siena
  • Paolella A. 2018, Bagni di Petriolo. Restauro e valorizzazione, Firenze
  • Pertici P. 2016, L’età di Pandolfo Petrucci. Cultura e tecnologia a Siena nel Rinascimento. Studi in memoria di Giuseppe Chironi, Siena

Le altre aree di scavo:

Casenovole

Necropoli etrusco-ellenistica risalente al IV-II secolo a.c. nel comune di Civitella Paganico. Al momento si conoscono dodici sepolture collocate lungo il versante orientale della collinetta.

Monte Leoni

Una serie di importanti testimonianze insediative, con un consistente insediamento fortificato dell’età del Bronzo e una complessa teoria di murature lineari, localmente nominate “Murali”.

Pietratonda

Un importante impianto termale risalente alla prima età imperiale romana, riportato alla luce tra il 2004 e il 2006 e mantenuto dall'Associazione Archeologica Odysseus.

Talamone

I resti di una grande cisterna romana riferibili ad una delle grandi ville marittime della zona e dell'estesa zona portuale costruita sotto l'imperatore Traiano nel II sec. d. C.